Distillati & Cocktail
Martini cocktail: la ricetta del Dry Martini
Il Martini, o Dry Martini, è forse il cocktail più iconico di tutti i tempi. Simbolo di eleganza e raffinatezza, è stato bevuto da scrittori, attori e presidenti, e reso ancora più celebre dal cinema. Con soli due ingredienti principali, gin e vermouth dry, è un drink che sembra semplice ma che richiede tecnica e attenzione ai dettagli.
La storia del Martini
Le origini del Martini sono avvolte nel mistero. Una delle ipotesi più diffuse lo fa derivare dal Martinez, un cocktail della seconda metà dell'Ottocento a base di gin dolce, vermouth rosso e maraschino, legato alla città californiana di Martinez. Un'altra storia attribuisce l'invenzione a un barman italiano, Martini di Arma di Taggia, che avrebbe lavorato in un grande hotel di New York all'inizio del Novecento. Con il tempo il drink è diventato sempre più secco, con meno vermouth e più gin, fino al Dry Martini moderno.
Ricetta del Dry Martini
Ingredienti: 6 cl di gin, 1 cl di vermouth dry, ghiaccio, un'oliva verde o una scorza di limone.
Preparazione: metti in freezer la coppetta da Martini per raffreddarla. Riempi di ghiaccio un mixing glass, versa il vermouth dry e il gin. Mescola con un cucchiaio da bar per circa 30 secondi, finché il drink è ben freddo e leggermente diluito. Filtra con uno strainer nella coppetta fredda. Guarnisci con un'oliva verde infilzata in uno stecchino oppure spremi una scorza di limone sopra il drink per profumarlo, e poi lasciala nel bicchiere o eliminala.
Più o meno "dry"
Il rapporto tra gin e vermouth è una questione di gusto. Il classico prevede circa 6 parti di gin e 1 di vermouth. Un Martini "extra dry" ha pochissimo vermouth, a volte solo qualche goccia o un risciacquo del ghiaccio. Un Martini "wet" ne ha di più. Alcuni preferiscono una proporzione di 3 a 1 o perfino 2 a 1, più morbida e aromatica.
Mescolato o shakerato?
La regola classica dice che il Martini va mescolato, non shakerato: in questo modo resta limpido, setoso e con la giusta diluizione. La celebre frase di James Bond, "agitato, non mescolato", ha reso popolare la versione shakerata, che risulta più fredda ma leggermente torbida e più diluita.
Le varianti del Martini
Il Vodka Martini sostituisce il gin con la vodka. Il Dirty Martini aggiunge un po' di salamoia delle olive, per un gusto sapido. Il Gibson si guarnisce con una cipollina sottaceto. Il Vesper, creato da Ian Fleming, unisce gin, vodka e un aperitivo a base di vino. Il Perfect Martini usa vermouth dry e rosso in parti uguali.
Come gustarlo
Il Martini è un drink da aperitivo, forte e secco. Va servito freddissimo e bevuto in pochi minuti, prima che si scaldi. Si abbina a olive, mandorle salate, ostriche, salmone affumicato e piccoli stuzzichini. Come tutti i cocktail ad alta gradazione, va gustato con moderazione.
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Domande frequenti
Quali sono le dosi del Dry Martini?
La ricetta classica prevede circa 6 cl di gin e 1 cl di vermouth dry, mescolati con ghiaccio e serviti in una coppetta fredda.
Il Martini va shakerato o mescolato?
Tradizionalmente va mescolato, per mantenerlo limpido e setoso; la versione shakerata è più torbida e diluita.